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Bersagli (1968)
Bedlam (1946)

Nel 1760 il manicomio di Bedlam è posto sotto la guida del sadico Sims. Questi si diverte a organizzare spettacoli i cui protagonisti sono gli ammalati della clinica. Nell Bowen vorrebbe denunciare la cosa pubblicamente, ma, grazie ai suoi intrighi, Sims riesce a farla interdire e internare come pazza. Ma i malati, colpiti dalla naturale grazia di Nell, si ribellano contro Sims e finiscono persino con l’ucciderlo. Ispirato alle tavole di Hogart, un film che sprigiona un orrore visionario, interpretato con grande intensità da un magistrale Karloff.
Barton Fink – E’ successo a Hollywood (1991)

Nel 1941, Barton Fink, giovane commediografo, giunge a Hollywood assunto da un produttore. Alloggiato in uno squallido hotel, fa amicizia con Charlie, espansivo vicino di camera. W. P. Mayhew, sceneggiatore di successo, ma ormai alcolizzato, non gli è di alcun aiuto. Gli dà una mano la segretaria di questi, Audrey; Barton e Audrey vanno anche a letto insieme, ma la mattina dopo lui la trova orribilmente assassinata. Charlie lo aiuta a sbarazzarsi dal cadavere e poi sparisce. Palma d’Oro a Cannes ’91. I fratelli Coen ricostruiscono un ambiente e un’atmosfera infischiandosene di ogni pretesa realistica e puntando sull’onirico, sul grottesco, sull’assurdo. Sulla contaminazione dei generi fondano una critica al sistema hollywoodiano di notevole respiro. Grande nel ruolo di Barton Fink è John Turturro, occhialuto fragile e spiritato, alle prese con i fantasmi dell’arte e i mostri del cinema.
Aurora (1927)

Il giovane contadino Ansass è affascinato da una donna venuta dalla città e, su consiglio di lei, si appresta ad uccidere la moglie Indre, ma poi non ne trova il coraggio. I due sposi si recano in città, dove passano una giornata serena. Al ritorno, un temporale rovescia la loro barca e, mentre Ansass si salva, Indre scompare nell’acqua. Sarà ritrovata svenuta, e il matrimonio dei due è di nuovo salvo. Il tedesco Friedrich W. Murnau al suo esordio americano realizza un’opera di ammirevole perizia tecnica (si noti il lungo carrello sul tram), con immagini di forte suggestione. Tre premi Oscar al film, ma un debole successo di pubblico.
Arriva John Doe (1941)

In una piccola città degli Stati Uniti, un giornale cambia proprietario ed alcuni redattori vengono licenziati. Per vendicarsi del licenziamento, una giovane cronista inserisce, nella sua ultima rubrica, una falsa lettera di un ipotetico John Doe. Nella lettera l’uomo annuncia che, nella notte di Natale, si getterà dal grattacielo del municipio per protestare contro le autorità. Il film, noto anche con il titolo di “I dominatori della metropoli” esprime in modo esemplare il sincero populismo roosveltiano di Capra e del suo sceneggiatore Robert Riskin. Famosa la scena finale della convention (girata con sette macchine da presa) con la tirata evangelica di Cooper.
Argento vivo (1934)

Trama
Una ragazza piuttosto selvatica (Katharine Hepburn) viene ritenuta dai suoi compaesani una specie di strega. La situazione precipita quando lei rapisce un bambino, anche se lo fa a fin di bene: quasi ci scappa un linciaggio, ma un medico innamorato di lei riesce a metterla in salvo. In paese, però, per lei non c’è futuro: la ragazza dovrà andarsene. John Cromwell è stato soprattutto regista di melodrammi e si vede anche in questo film, non troppo brillante per la verità. La curiosità del cinefilo si può comunque soddisfare della presenza di una quasi esordiente Hepburn condizionata, peraltro, in un ruolo che non si adatta molto alle sue caratteristiche.

Agora (2009)

Trama
Nel corso del IV secolo D.C. violenti scontri religiosi infuocarono le strade di Alessandria riversandosi anche all’interno della leggendaria biblioteca. Intrappolata all’interno dei suoi muri la brillante astronoma Hypatia, aiutata da un piccolo gruppo di fedeli discepoli, lotta per salvare il patrimonio culturale del mondo antico. Intanto due discepoli combattono per il suo amore.

Note
Amenábar schiva il rischio del pamphlet e del contenutismo, schierandosi dalla parte della pluralità del pensiero contro i padri di tutte le chiese indicando però responsabilità ben precise. Un film profondamente civile, che non rinuncia alla spettacolarità e al piacere del racconto.
9 vite da donna (2005)

Trama
Sandra, in prigione da tempo, vorrebbe stabilire un contatto con il figlio che è venuto a farle visita. Diana ha iniziato una nuova vita, ma deve fare i conti con una relazione passata. Holly scopre che il suo patrigno le ha causato grande dolore. Sonia è turbata perché il suo ragazzo ha rivelato un loro segreto agli amici. Samantha deve fare da pacificatrice tra i suoi genitori in continua lite. Lorna cerca di consolare il suo ex marito dopo il suicidio della moglie. Ruth pensa di abbandonare il marito per il suo amante. Camille deve fare i conti con i nuovi limiti del suo corpo. Maggie permette che la sua vita sia oscurata da quella della figlia Maria…

Note
L’esperimento di García, figlio del Nobel Márquez e vincitore dell’ultimo festival di Locarno, rischia ovviamente di essere artificioso ma spesso si salva per una certa crudezza e per l’impegno delle attrici (che sarebbe stato meglio non doppiare). Rimane però un film troppo “scritto”, un concentrato virtuosistico di nove telefilm di Donne al bivio in pillole da dieci minuti. Gli episodi più intensi sono i primi tre e gli ultimi due.
Anatomia di un omicidio (1959)

Trama
L’avvocato Biegler non ha una grande reputazione professionale eppure un giorno gli telefona una donna: il marito, il tenente Manion, è accusato d’omicidio. Lei sostiene che l’ucciso stava per violentarla, ma la versione presenta non pochi lati oscuri. Dove sta la verità? Biegler si impegna in un processo difficilissimo: lo vince, ma i dubbi restano.

Note
Preminger realizza un eccellente film sull’inestricabile rapporto tra giustizia, verità, innocenza e astuzia e ci consegna un enigma che solo può considerarsi risolto solo in apparenza. La messinscena dell’ambiguità è sottile e attenta: alla fine non abbiamo risposte, restano le domande. Intatte.
Dark Star (1974)

Trama
Nel XXI secolo l’astronave “Dark Star” con quattro uomini di equipaggio a bordo, è addetta alla ricerca e alla distruzione di pianeti e stelle instabili. Tra un bombardamento e l’altro la vita è bordo scorre monotona fino al momento in cui un elemento alieno semina lo scompiglio. In più un guasto al computer innesca una bomba. Doolittle allora “dialoga” con la bomba per convincerla a non esplodere ma, quando sembra esserci riuscito… Nato come cortometraggio-saggio universitario il film viene completato solo in un secondo momento. Si tratta di un piccolo capolavoro del genere realizzato con intelligenza e ironia verso il cinema e l’American Dream.

Commento
Importante perchè fatto con 4 soldi e contenente 2-3 sequenze memorabili da ricordare e l’inizio di Carpenter nel mondo del cinema. Visto secoli fa per la prima volta sulla Rai da Ghezzi!
